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Mertens sincero: “Higuain il migliore, innamorato di Di Lorenzo! Senza infortuni quest’anno siamo da scudetto. Voglio 250 gol col Napoli”

Dries Mertens, attaccante SSC Napoli

Lunga intervista, quella di Dries Mertens concessa al Corriere dello Sport, dove ha giurato amore eterno al Napoli. Qui potete trovare l’intervista integrale di Dries Mertens, ma in quest’articolo per i più curiosi vi forniremo altre righe delle dichiarazioni dell’attaccante belga.

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Dries Mertens risponde alle domande sul suo Napoli

Come vi abbiamo anticipato, vi forniamo qui altri passaggi dell’intervista di Mertens al Corriere dello Sport. Dichiarazioni in cui ha parlato di Spalletti, ma anche di Higuain e degli anni di Maurizio Sarri. Insomma, tante risposte alle domande più curiose sul passato e presente del club azzurro, in cui il belga gioca ormai da davvero tanti anni.

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Intervista Mertens al Corriere dello Sport

Ecco allora domanda-risposta delle richieste fatte a bruciapelo a Dries Mertens nel corso della lunga intervista sull’edizione odierna del Corriere dello Sport.

La squadra più forte nella quale ha giocato Dries Mertens?

«Quella del secondo anno di Sarri, quella che andò vicinissima allo scudetto, ché se fai 91 punti ti tocca quasi per diritto». 

Il più grande con il quale ha giocato? 

«L’Higuain dei 36 gol non ha eguali. Io sono compagno in Nazionale di De Bruyne e di Lukaku, che rappresentano eccellenze. Ma il Pipita di quella stagione faceva di tutto e giocava per la squadra. Fu un mostro». 

Benitez, Sarri, Ancelotti, Gattuso e Spalletti: elegga il suo allenatore. 

«Spalletti. Così mi fa giocare anche domenica…». 

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Cosa c’è scritto, allora, nel diario del giorno? 

«Che domenica dobbiamo affrontare la Salernitana, alle 15, un orario ormai insolito. E bisogna batterla. Abbiamo buttato via troppi punti e ci sono stati tolti tanti giocatori, nei momenti-chiave. Se il secondo Napoli di Sarri è stata la squadra più bella, questa lascia dentro di sé tante domande: dove saremmo se Covid, infortuni e Coppa d’Africa non ci avessero sottratto tutti quei compagni?».

È un Napoli da scudetto?

«Guardi chi siamo: Koulibaly, Fabian Ruiz, Insigne e Zielinski nella loro fase più matura; un Di Lorenzo di cui sono innamorato, perché le gioca tutte; Rrahmani e Juan Jesus che sembrava – e ribadisco sembrava – dovessero essere le alternative al blocco titolare, che giocano a questi livelli; il ritorno di Ghoulam… Ci metta gli altri, poi: questo è uno squadrone, che però ha dovuto pagare un prezzo altissimo alla sfortuna. L’Inter è la più forte, sta avanti, ha un vantaggio, ma non è finita». 

Se le fanno il nome di Orsato cosa pensa? 

«Che non bisogna avere rimpianti. Mi capita raramente di pensarci, e certo un po’ fa male, come quando mi capita di ricordare del gol in fuorigioco concesso al Dnipro in semifinale di Europa League. Ma a me non interessa guardarmi alle spalle, né davanti: vivo il presente».

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Mertens parla di se stesso

Cosa è stato Mertens? 

«Un buon giocatore, non un fenomeno. Ma uno che ha lavorato e si è impegnato per migliorarsi». 

Una bella persona, se consente, che a Bologna accoglie Osimhen, cal cambio, con un sorriso. 

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«So quanto vale e cosa può diventare. Dipenderà molto da lui, dalla sua capacità di gestirsi. Ha un potenziale spaventoso, già adesso incide come pochi, ed è ancora giovanissimo. In due anni ne ha dovuto passare troppe. Ma adesso toccherà a lui». 

Dries Mertens
Dries Mertens esulta con il Napoli

Mertens non sceglierà mai il suo gol più bello, anche perché non sarebbe facile.

«E pure perché non ho ancora finito. Devo mettere al sicuro il mio record e quindi se DeLa vuole e me lo consente, mi piacerebbe arrivare a 250. Però posso dire che la prima rete, quella a Firenze, il duetto con il Pipita, ha un posto particolare. Giocavo poco, in quei momenti, o io o Insigne, e dopo aver segnato andai ad abbracciare Colombo, il nostro terzo portiere, che tempestavo di tiri in allenamento. Lui mi teneva su: aspetta e vedrai. Ebbe ragione lui».

Mertens su Sarri e il falso nueve

Quando Sarri la lanciò come centravanti, cosa gli disse? 
«Vado anche in porta. Perché io in panchina ci sto male. La sorte quella volta fu carogna con Milik, al quale auguro tutte le fortune che merita. Giocatore fortissimo. Ma si fece male, lui che era l’erede del Pipita, e così mi ritrovai là in mezzo. Non è andata male, vero?».

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Mertens Stipendio

Ma qual è lo stipendio di Mertens e perché è ancora in dubbio la sua permanenza a Napoli? Mertens guadagna 4,5 milioni di euro all’anno netti, però De Laurentiis ha una clausola a senso unico nel contratto. Infatti, all’ultimo rinnovo, il contratto è stato prolungato fino al giugno 2022 ma con un opzione di prolungamento per un altro anno: fino al giugno 2023. E sarà De Laurentiis e il Napoli a decidere se esercitare o meno la clausola.

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